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Lotto 247 GIULIO CESARE PROCACCINI (1570-1625)
"Venere, Cerere, Bacco e Amore" olio, frammento
cm. 59x70
Pubblicato in "Periodico Internazionale di storia dell'arte medioevale e moderna" serie V, volune 2 anno 2012
"...Giulio Cesare, nel soggiorno ligure, pur restando fedele ai temi sacri della tradizione borromea e all'ardente passione religiosa di Giovanni Carlo Doria, sembra ricordarsi della Milano profana ammirata a Lainate e volerla coniugare le sollecitazioni letterarie assorbite a Genova. Appare allora suggestivo considerare un dipinto di qualche anno precedente, una alleanza di Venere, Cerere, Bacco e Amore. E' un tema caro al manierismo nordico, e le invenzioni traggono spunto dalla commedia di Terenzio Leunuco dove il verso 4:732 recita "sine Cerere et libero friget Venus" inoltre, in una concezione del tempo e delle stagioni "circolare" Venere e Flora o Proserpina incarna la primavera, Cerere l'estate, Bacco l'autunno. Il dipinto era forse parte di un ciclo di mitologie ricordato da Carlo Giuseppe Ratti (andato disperso) in casa di Stefano Di Mari.
L'atmosfera è raffinata, elegante, il calice levato da Venere dove Bacco spreme il grappolo d'uva, è prodotto di oreficeria mirabile, e tale da costituire il vanto di qualche Wunder Kammer: una coppa avvolta da un intreccio di bronzo dorato e di serpi, a confermare il carattere ctonio dell'immagine.Così, tra figure della classicità e quelle della fede c'è equivalenza quasi a suggellare un eterno ritorno. I pensieri corrispondono all'immagine: desideri di vitalità ed ardori mistici.L'inedita favola profana ha infatti precise somiglianze specie nella testa di Venere, con la Madonna con Il Bambino, San Giovannino e due profeti. Il dipinto Brignole Sale e la nostra favola mitologica sembrano due versioni,(cristiana contro classica) di una medesima riflessione."
Filipp M.Ferro in "Giulio Cesare Procaccini: aggiunte agli ultimi anni milanesi"
stima: 9000-10000 Eur

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