Asta di Antiquariato

foto in alta risoluzione
Lotto 432 GIOVANNI MARIA DELLEPIANE (1660-1745)
Ritratto di dama
olio di forma ovale cm.121x95
importante cornice coeva in legno finemente intagliato e dorato

Un'etichetta novecentesca applicata sul verso del telaio indica una vaga attribuzione dell'opera a "scuola francese" e la provenienza, per eredità, dai "Marchesi Cambiaso". Se è scontato riferirsi ai modelli della ritrattistica internazionale messi a punto da maestri francesi come Hyacinthe Riguad che attecchirono ben presto nell'alta società genovese, è oggi possibile, su basi stilistiche, riconoscere il dipinto a Giovanni Maria Delle Piane, più noto come il Mulinaretto.
Nome di comodo in molte occasioni e per anni, fino alle più approfondite indagini e messe a fuoco soprattutto da parte di Daniele Sanguineti, il Mulinaretto è il più fine per la maniera gentile e delicata della triade dei ritrattisti del patriziato genovese di inizio Settecento: meno realista di Gio. Enrico Vaymer e meno calligrafico di Domenico Parodi, il Mulinaretto si distingue per la capacità di sintetizzare al meglio ciò che gli giungeva della nobile tradizione pittorica locale con le novità che la stessa committenza imponeva rispetto a Parigi.
La sapiente gestione dei panneggi, il minuzioso dettaglio del pizzo nel decolleté e nella manica e dei decori del tessuto lavorato dell'abito, le sinfonie cromatiche capaci di rendere le cangianze delle sete sono tutti dettagli che aiutano anche in questo inedito ed elegantissimo ovale a capire l'alto livello di qualità a cui giunse il pittore. E spiegano anche la ragione del suo successo.
La provenienza Cambiaso, che dovrà essere approfondita in rapporto alle genealogie delle famiglie che con essa si imparentano, è di un certo interesse giacché nel XVIII secolo sono note due importanti quadrerie: una di Carlo Cambiaso (figlio di Francesco Gaetano) in affitto nel Palazzo Brignole di Strada Nuova, ossia l'attuale Palazzo Bianco, e una del suo cugino Gaetano Cambiaso figlio del doge Giovanni Battista, in un altro palazzo della celebre Strada Nuova. Le descrizioni di Carlo Giuseppe Ratti (1780) segnalano nell'una e nell'altra quadreria diversi ritratti per i quali, a differenza degli altri dipinti, non indica l'autore, redendo al momento, con questi pochi appigli, assai difficile l'identificazione della dama effigiata.

Anna Orlando
Il dipinto è inedito
per una bibliografia di riferimento si veda:
A. Orlando, Pittura fiammingo-genovese. Nature morte, ritratti e paesaggi del Seceinto e primo Settecento, Torino 2012, pp. 56-61
D. Sanguineti, Genovesi in posa. Appunti sulla ritrattistica tra fine Seicento e Settecento, Genova 2011, pp. 62-77
stima: 10000-11500 Eur

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