Asta di Antiquariato

Martedì 26 Settembre 2017


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Lotto 2
Stima Min:150
Lotto 34
Stima Min:100
Lotto 42
Stima Min:5000
Lotto 43
Stima Min:5000
Lotto 51
Stima Min:700
Lotto 52
Stima Min:1500
Lotto 53
Stima Min:2000
Lotto 55
Stima Min:800
Lotto 57
Stima Min:200
Lotto 61
Stima Min:800
Lotto 70
Stima Min:0
Lotto 71
Stima Min:1800
Lotto 73
Stima Min:900
Lotto 74
Stima Min:4000
Lotto 102
Stima Min:4000
Lotto 103
Stima Min:800
Lotto 110
Stima Min:4000
Lotto 127
Stima Min:1500
Lotto 128
Stima Min:1500
Lotto 136
Stima Min:300
Lotto 153
Stima Min:1500
Lotto 154
Stima Min:1500
Lotto 155
Stima Min:2000
Lotto 156
Stima Min:2000
Lotto 189
Stima Min:120
Lotto 197
Stima Min:1000

Questa coppia di "Scene belliche" (dipinti a olio su tele, cm 85 x 130), una imperniata su un acceso scontro all'arma bianca tra cavallerie cristiana e turca, e l'altra rappresentante una più fitta battaglia tra cavallerie europee, in cui emerge sulla destra un gruppo di cavalieri che, tutti protetti da elmi e corazze, si affrontano con le spade sguainate o a colpi di pistola. L'analisi stilistica e pittorica della prima, in particolare delle figure principali, in cui si distinguono un porta bandiera issante un grande drappo biforcuto con stemma, un cavaliere dal viso aguzzo, inquadrato di profilo su un destriero bianco, affrontato da un saraceno con scimitarra levata, permette, grazie alla peculiare e assai caratterizzata tipologia delle suddette figure, d'individuare il suo autore in un "battaglista" ancora piuttosto raro da incontrarsi, dello stretto ambito emiliano rappresentato principalmente da F. Monti detto il Brescianino e da I. Mercanti detto lo Spolverini.
Si tratta di Francesco Maria Raineri detto lo Schivenoglia (Schivenoglia 1676 - Mantova 1758) dal suo paese d'origine. Un'individuazione che trova una perfetta conferma nelle esili e scattanti figure di combattenti, definite in contro luce sullo sfondo a destra, a cui si contrappone sul lato opposto uno scorcio di mura fortificate con possenti torrioni. Vi si nota infatti la medesima tipologia, ancora fresca di umori manieristici, forzata al limite del caricaturale, esplicata con un segno nervoso che contraddistingue appunto la figura dello Schivenoglia nelle sue vesti di "battaglista", di cui fa cenno il biografo G. Cadioli (Descrizione delle pitture, sculture e architetture, Mantova 1763) qualificandolo come un "valente pittore di battaglie, paesi e piccole storiette".
Esula invece dal suo percorso sinora noto il quadro di coppia, la cui scena più complessa è impostata sulla contrapposizione tra lo scontro che emerge su un pendio in primo piano a destra, e quello che si svolge in basso a sinistra, con una definizione, appena accennata, dell'epicentro della battaglia nella pianura sullo sfondo. Tuttavia le poche figure che, punteggiate da riverberi luministici, si stagliano nella fitta mischia in primo piano, denunciano una medesima tendenza a una sintetica definizione, contrassegnata da una concitata gestualità. Peculiarità che ben si addicono al profilo stilistico dello Schivenoglia, quasi di sicuro ancora da definire nella sua intera portata, stante l'esiguità del suo catalogo di "battaglista" che è stato sinora possibile recuperare, come del resto anche per quanto concerne la sua attività principale quale tradizionale pittore di figura. Per cui appare del tutto congruo ascrivere pure questa seconda "battaglia" alla sua mano.

Prof.Sestieri" >
Lotto 211
Stima Min:30000
Lotto 212
Stima Min:2000
Lotto 216
Stima Min:38000
Lotto 225
Stima Min:1000
Lotto 226
Stima Min:1200
Lotto 242
Stima Min:50
Lotto 250
Stima Min:650
Lotto 251
Stima Min:4000
Lotto 258
Stima Min:200
Lotto 272
Stima Min:1500
Lotto 273
Stima Min:400
Lotto 278
Stima Min:3000
Lotto 284
Stima Min:2500
coppia di olii di forma ovale
cm. 110x85

Ambedue i dipinti coinvolgono un angelo, uno che dà cibo e del bere ad Elia nel deserto e l' altro che istruisce Tobia a levare il fiele dal pesce per rimediare con esso la cecità del padre. Si tratta di classiche storie bibliche adattate per essere raffigurate in quadri pendants. Si conosce un'altra tela del soggetto di Elia e l'angelo dipinta da Magnasco (nel Nelson Atkins Museum of Art a Kansas City) che ha come pendant una "Comunione della Maddalena" (ovale, riprodotta da Guelfi, 1977, fig. 132 e da Muti- Prignano 1994, fig. 273 -274).

Le figure nel quadro di Elia e l'angelo appaiono rovesciate nel quadro di Kansas City, in cui il numero di alberi è inferiore, caratteristiche che hanno indotto Muti- Prignano ad attribuire i paesaggi a A. F. Peruzzini, collaboratore del Magnasco.

Nei dipinti qui analizzati, comunque, le figure fanno parte dei relativi paesaggi, come mostrano i panneggi torniti che trovano un eco nello blu brillante del cielo, e come il fatto che gli alberi sono dipinti con le stesse vivaci pennellate delle figure. Ciò sembra indicare che queste due composizioni siano opere di un solo pittore, non di due.

L'intelligenza, con cui il Magnasco scelse i suoi soggetti narrativi e la maniera brillante con cui egli sapeva comporre e costruire velocemente le sue composizioni, ha ispirato la maggior parte dei pittori genovesi verso la metà del Settecento, anche allievi di Lorenzo de Ferrari, un artista di orientazione accademica, come Antonio Giolfi (Villa Faraggiano, Albissola Marina).


Mary Newcome
20 Maggio 2004" >
Lotto 323
Stima Min:70000
Lotto 329
Stima Min:50000
Lotto 351
Stima Min:10000
Lotto 355
Stima Min:70
Nel complesso, come già notato dalla Biavati, raffigurano "Cinque misteri del Rosario", e sono caratterizzati da una "pittura sciolta e fluida, solare le figure librate nella luce come in un Tiepolo avantilettera" (Biavati 1962, pp. 103-104).
A proposito dell'Adorazione dei pastori la studiosa richiama opportunamente i dipinti di analogo soggetto realizzati da Gio. Benedetto Castiglione che furono certamente di stimolo per il più giovane Valerio, che però lo esegue "con un fare più sfatto, un moto più vorticoso, una fluidità più sciolta nella composizione a tagli diagonali e nella stessa pennellata" (Biavati 1962, p. 104).
Valerio Castello ha realizzato diverse redazioni dell'Adorazione dei pastori sia su tela che su rame, a conferma del successo riscosso dal soggetto presso la committenza privata. Più raro quello con La presentazione al Tempio, di cui si conosce solo la versione su tela conservata alla Gemäldegalerie di Dresda, dove la scena è meno ravvicinata, ma che, nella parte centrale, presenta molte affinità compositive con il nostro affresco.
La possibilità, oggi, di prenderne visione diretta, consente di apprezzarne non solo il ductus veloce e tipico di Valerio, qui nella sua maturità, intorno agli anni Cinquanta, ma anche la tavolozza squillante, di cui si notano soprattutto la vivacità dei rossi e dei blu.
Questi ritrovamenti, inoltre, sono due tasselli importanti per la conoscenza del pittore e sono testimonianza anche della sua versatilità tecnica, oltre che della sua costante effervescenza pittorica lungo tutto l'arco della breve carriera.
Vista la rarità di manufatti eseguiti da Valerio con questa tecnica e considerando che furono dati per dispersi e riappaiono invece in ambito collezionistico, i due affreschi costituiscono un ritrovamento di eccezionale importanza, oltre che di speciale bellezza.

Anna Orlando

Opera soggetta a vincolo da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria" >
Lotto 367
Stima Min:15000
Nel complesso, come già notato dalla Biavati, raffigurano "Cinque misteri del Rosario", e sono caratterizzati da una "pittura sciolta e fluida, solare le figure librate nella luce come in un Tiepolo avantilettera" (Biavati 1962, pp. 103-104).
A proposito dell'Adorazione dei pastori la studiosa richiama opportunamente i dipinti di analogo soggetto realizzati da Gio. Benedetto Castiglione che furono certamente di stimolo per il più giovane Valerio, che però lo esegue "con un fare più sfatto, un moto più vorticoso, una fluidità più sciolta nella composizione a tagli diagonali e nella stessa pennellata" (Biavati 1962, p. 104).
Valerio Castello ha realizzato diverse redazioni dell'Adorazione dei pastori sia su tela che su rame, a conferma del successo riscosso dal soggetto presso la committenza privata. Più raro quello con La presentazione al Tempio, di cui si conosce solo la versione su tela conservata alla Gemäldegalerie di Dresda, dove la scena è meno ravvicinata, ma che, nella parte centrale, presenta molte affinità compositive con il nostro affresco.
La possibilità, oggi, di prenderne visione diretta, consente di apprezzarne non solo il ductus veloce e tipico di Valerio, qui nella sua maturità, intorno agli anni Cinquanta, ma anche la tavolozza squillante, di cui si notano soprattutto la vivacità dei rossi e dei blu.
Questi ritrovamenti, inoltre, sono due tasselli importanti per la conoscenza del pittore e sono testimonianza anche della sua versatilità tecnica, oltre che della sua costante effervescenza pittorica lungo tutto l'arco della breve carriera.
Vista la rarità di manufatti eseguiti da Valerio con questa tecnica e considerando che furono dati per dispersi e riappaiono invece in ambito collezionistico, i due affreschi costituiscono un ritrovamento di eccezionale importanza, oltre che di speciale bellezza.

Anna Orlando

Opera soggetta a vincolo da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria" >
Lotto 368
Stima Min:15000


 

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